Project Risk Management e certificazione PMI-RMP
Parte 1 - Dove siamo?

Un’analisi dell’As-is in Italia, in Europa e nel mondo
di Massimo Martinati, PMP, PMI-RMP, PMI ATP PMP/RMP Instructor (aprile 2026)

 

Premessa
In qualità di PMI-RMP Instructor, mi sono posto il problema del livello di diffusione della disciplina del Project Risk Management e, di conseguenza, della certificazione Risk Management Professional del Project Management Institute in Italia.
La ricerca ha portato a numeri bassi, almeno all’apparenza. Ma questo merita una riflessione e qualche approfondimento.
A tutto marzo 2026 i certificati RMP italiani sono 111. Il numero è destinato ad aumentare avendo Eureka Service portato avanti negli ultimi quattro mesi tre corsi di formazione orientati alla preparazione dell’esame PMI-RMP, due ad-hoc per grandi aziende del settore Difesa, e uno Public, che raccoglie persone del settore Engineering e ancora Difesa, per un totale di oltre 25 partecipanti. Prevediamo quindi un aumento minimo del 10-15% nei prossimi mesi. Ciò non toglie che il numero rimane basso, soprattutto se confrontato con i numeri della certificazione PMP in Italia, 117.792 ad oggi.
Le due certificazioni non sono paragonabili, vuoi per diffusione della tematica (Project Management vs Risk Management) e longevità di esistenza (la PMI-RMP è più giovane di circa 30 anni), ma il rapporto (circa 1 a 1.000) sembra in ogni caso esageratamente basso.

Per analizzare il nostro posizionamento nel Project Risk Management a livello internazionale, abbiamo fatto un confronto con il resto d’Europa, e poi con il resto del mondo.
I dati elementari relativi ai numeri dei certificati sono stati ottenuti da una ricerca sul Certification Register presente sul sito del PMI (www.pmi.org) e di pubblico accesso. I risultati li abbiamo dati in pasto all’Intelligenza Artificiale chiedendo di fare un’analisi.
Nei seguenti paragrafi analizziamo dapprima i dati dei paesi europei e poi quelli dei paesi mondiali Over 100, ovvero quelli che hanno un numero superiore ai 100 certificati PMI-RMP.

Il risultato è un’analisi a nostro avviso molto interessante.

I certificati PMI-RMP in Europa
La seguente tabella mostra i dati per paese europeo ordinati per il numero dei certificati PMI-RMP, aggiornato ad aprile 2026.

Spiccano dati scontati, insieme ad altri decisamente inaspettati.
Era scontato attendersi che il Regno Unito fosse in testa alla classifica dei certificati PMI-RMP (218). Considerando che gli inglesi negli anni hanno fortemente sposato lo standard Prince2 che ha nella MoR (Management of Risks) la sua certificazione sul Project Risk Management, possiamo dedurre che il predominio inglese nel campo possa essere ancora più significativo.

L’Italia si colloca terza in Europa come numero dei certificati RMP, dopo Regno Unito e Germania. E questo, come valore assoluto, è un dato molto interessante.
La Grecia, al quarto posto con 110 certificati, è la vera sorpresa.

I certificati PMI-RMP rispetto alla forza lavoro
Abbiamo anche considerato il dato relativo, ovvero il numero di PMI-RMP rispetto alla forza lavoro (persone attive tra 15 e 64 anni). Ed ecco i risultati, ancora più interessanti.

Abbiamo raggruppato i paesi a seconda del range di appartenenza dell’indice.
In questa classifica la Grecia è ancora più sorprendente con il suo numero relativo, 22 PMI-RMP per milione di forza lavoro, nettamente superiore a tutti, compreso il Regno Unito. Spicca anche l’Irlanda, seconda in classifica, ma l’influenza del Regno Unito spiega l’arcano.

L’Italia è settima con 111 certificati PMI-RMP su una forza lavoro di circa 25 milioni di persone. Fa un po’ meraviglia vedere la Francia sempre in zona medio bassa, in tutte le graduatorie.

I certificati PMI-RMP in relazione ai PMP in Europa
Ci siamo avvalsi di un indicatore che riteniamo possa essere significativo: l’indice RMP/PMP. Questo descrive il livello d’incidenza dei certificati RMP rispetto ai certificati PMP e può intendersi come un segnale di maturità di un’organizzazione, di un paese o di un settore nell’applicazione del Risk Management nell’ambito della gestione dei progetti. Fornisce infatti un’indicazione della misura dell’esigenza di un ruolo, il Risk Manager, e di una competenza, distinta da quella del Project Manager.
Ecco la tabella risultante, ordinata per indice RMP/PMP, da cui si evincono informazioni ancora più interessanti.

Anche in questo caso la Grecia è in testa, mostrando un indice 4 volte più alto della Danimarca e soprattutto del Regno Unito, rispettivamente seconda e terza, e addirittura di 6 volte più alto dell’Italia. L’Italia perde terreno rispetto alle precedenti graduatorie, collocandosi undicesima nel gruppo centrale, con un’incidenza appena più bassa di 1 certificato PMI-RMP ogni 100 certificati PMP.

L'anomalia Grecia... che non è un'anomalia
La Grecia presenta l’indice RMP/PMP più alto in Europa, addirittura 4 volte superiore anche al Regno Unito. Il dato sembra un’anomalia, che però si spiega attraverso vari fattori.
Un indice alto denota una situazione tipica di contesti sottoposti a forti finanziamenti.
È questo il caso: negli ultimi anni la Grecia è fortemente coinvolta in programmi UE e progetti strutturali in contesti ad alta accountability. L’influenza dei fondi europei comporta un Project Risk Management richiesto, formalizzato e fortemente sottoposto ad audit.
È anche l’effetto della crisi economica sofferta dalla Grecia nei primi anni del XXI secolo, che ha portato a una maggiore sensibilità al rischio e una maggiore attenzione alla governance, alla pianificazione e al controllo.

La Danimarca, un outsider?
La Danimarca (20 certificati PMI-RMP e un indice pari a 1,76%) si pone al secondo posto in questa classifica. Pur se i piccoli numeri non danno grande valore all’indice, c’è da ricordare che la Danimarca è uno dei paesi europei dove il Project Risk Management nel settore pubblico è maggiormente istituzionalizzato.
Nel settore privato danese il Project Risk Management è spesso integrato nell’analisi dell’investimento, ed è molto diffuso nei settori energia, in primis le rinnovabili, life science, pharma, infrastrutture digitali. Il risk manager non è solo una figura di controllo, ma parte integrante del core team del progetto.

Il Regno Unito, il colosso
Il Regno Unito (214 certificati PMI-RMP e indice pari a 1,58%) mostra un mercato molto maturo nel Project Management (oltre 317.000 certificati PMP) e storicamente orientato alla gestione dei rischi. I settori principali sono la finanza, le infrastrutture, la difesa e i grandi programmi pubblici.
Il Project Risk Management è fortemente integrato nei processi e frequentemente richiesto in contesti regolati. Il tutto è coerente con la sua forte tradizione di governance, di uso sistematico di assurance, audit e PMO strutturati.

Nel Regno Unito il Project Risk Management è una funzione riconosciuta, anche se non dominante. L’esperto di Project Risk Management supporta, valida, segnala e struttura l’incertezza. Il Risk Management serve a supportare la governance e la decision making.
Va inoltre sottolineato che nel Regno Unito il Project Management è anche legato a framework come PRINCE2 che propone la certificazione MoR – Management of Risk, rafforzando ulteriormente la presenza del Risk Management.

L'Italia
In Italia (111 certificati PMI-RMP e indice pari 0,94%), nonostante una buona diffusione del Project Management e dei certificati PMP, il Risk Management è meno formalizzato e la sua gestione è ad oggi meno strutturata. Questo è tipico del contesto italiano imperniato sulle piccole e medie imprese e su una minor pressione regolatoria rispetto al Regno Unito.
Complessivamente la maturità italiana nel Project Risk Management è di livello intermedio, non basso e comunque proiettata a crescere negli anni.

I paesi over 100 PMI-RMP a livello mondiale
Allargando la visuale a livello mondiale, le seguenti tabelle elencano i paesi a livello mondiale che superano il numero di 100 certificati PMI-RMP: la prima ordina i paesi per numero di certificati PMI-RMP, mentre la seconda li ordina per indice RMP/PMP.
Anche in questo caso, i risultati sono molto interessanti.

Non è un caso che i primi sei paesi che compaiono nella tabella ordinata per indice sono tutti paesi del MENA (Middle East, North Africa), dove l’industria dell’Oil & Gas e quella delle infrastrutture di enormi dimensioni la fanno da padrone.

La Grecia, collocandosi subito a ridosso dei 6 campioni, conferma la sua eccezionale posizione anche a livello mondiale.

India e USA, dai numeri assoluti di certificati PMI-RMP alti (2420 e 961), “crollano” a posizioni basse nell’ordinamento per indice RMP/PMP, rispettivamente al 12° e 15° posto!

L’Italia compare quattordicesima a livello mondiale per numero di certificati PMI-RMP e tredicesima per indice RMP/PMP, in entrambe le situazioni in fascia bassa.

A livello mondiale le cose si complicano, ed è per questo che abbiamo chiesto all’AI (ci hanno aiutato Claude, Chat GPT e Copilot) di fare un’analisi e una sintesi fornendo la tabella ordinata per indice. L’analisi che ne scaturisce fa emergere quattro cluster che denotano l’esistenza di modelli strutturalmente divers

Il cluster MENA ad altissima intensità
Il primo cluster è il MENA (Middle East, North Africa) ad altissima intensità, composto da Egitto (16,87%), Arabia Saudita (indice 16,37%), Iraq (14,46%) e Kuwait (10,91%). Sono tutti oltre il 10%, una soglia a cui nessun paese fuori dall'area MENA si avvicina nemmeno.
Il cluster si riferisce a paesi in cui il Project Risk Management non è semplicemente un accessorio che fa parte del mestiere del Project Manager, ma una disciplina formalizzata e una competenza esplicitamente richiesta.
Il Project Risk Management è spesso richiesto in contratti, associati a sponsor pubblici o sovrani, e spesso legati a large capital projects. Questo è tipico di megaprogetti infrastrutturali, nel settore Oil & Gas e in generale nell’Energy e nelle Construction.
Spesso in questi paesi si opera in contesti che presentano rischi finanziari elevati, rischi politici e più in generale rischi paese.

Il cluster MENA intermedio e l’anomalia Grecia
Il secondo cluster è il MENA intermedio, con Qatar (indice 9,77%) ed Emirati Arabi (indice 6,84%). Sono paesi dello stesso contesto geografico e culturale di quelli presenti nel cluster MENA, ma con un indice significativamente inferiore rispetto ai paesi precedenti. Gli Emirati in particolare hanno un ecosistema di Project Management più diversificato e internazionale, con major multinazionali che portano i propri standard di governance: questo "diluisce" la componente RMP/PMP rispetto ai contesti dove dominano i contratti pubblici locali.

In questo cluster Il Project Risk Management è maturo, separato dal Project Management, benchè integrato, ma non è ancora imposto come standard e non sempre sottoposto a normativa.
È fortemente valorizzato su portfoli complessi, progetti internazionali, e contesti multistakeholder.
Nel cluster compare anche l’anomalia Grecia (di cui abbiamo già parlato) che conferma un ottimo posizionamento anche a livello mondiale.

Il cluster anglofono ed emergente
Il terzo cluster è quello anglofono ed emergente, con Australia (1,81%), Regno Unito (1,58%) e Brasile (1,07%). È un gruppo eterogeneo, ma unito da una caratteristica comune: una cultura di governance di progetto più strutturata rispetto all'Europa continentale, con una maggiore tendenza a riconoscere il Risk Management come funzione separata. L'Australia è la sorpresa di questo cluster: supera il Regno Unito, probabilmente grazie alla forte presenza di grandi progetti minerari e infrastrutturali dove la gestione del rischio è critica.

Il cluster dei grandi mercati
Il quarto cluster è quello dei grandi mercati a Risk Management distribuito, che comprende Canada (0,97%), India (0,97%) e Italia (0,94%), Germania (0,78%) e USA (0,55%). Qui l'indice basso non segnala arretratezza ma integrazione: in questi mercati il Risk Management è diffuso nei framework aziendali, nelle funzioni di Compliance, Legal e Finance, senza richiedere una certificazione specifica di progetto per essere riconosciuto.
La presenza di USA e India in questo cluster merita un approfondimento.

Usa e India: il paradosso dei grandi numeri
USA e India appartengono allo stesso cluster ma per ragioni diverse.
Gli USA hanno 442.078 certificati PMP — quasi il doppio di tutti gli altri paesi della tabella messi insieme — e 2.420 RMP. In termini assoluti, la comunità americana di Risk Manager certificati PMI è la terza al mondo, ma il numero dei certificati PMI-RMP si perde nell'oceano della base PMP.
La spiegazione strutturale è che negli USA esistono decine di framework e certificazioni alternative per il Risk Management — CRISC, CRMP, ARM — e l'Enterprise Risk Management è una funzione aziendale consolidata con proprie figure professionali.
La certificazione PMI-RMP è una delle tante opzioni, ma non la certificazione di riferimento.

L'India presenta un caso diverso: ha una base PMP enorme (99.382) costruita soprattutto nel settore IT e dei servizi, dove il Risk Management è spesso standardizzato nei processi agili e DevOps senza richiedere certificazioni specifiche. I 961 certificati RMP si concentrano maggiormente nei settori infrastrutturali e governativi dove i modelli internazionali di procurement richiedono profili certificati.

Conclusione Parte 1
Dalle analisi eseguite, emerge che il Project Risk Management è una disciplina in grande fermento in tutto il mondo, con particolare riferimento ai settori dell’Oil&gas e delle grandi opere infrastrutturali.

Relativamente alla professione e ai certificati PMI-RMP, emerge una legge empirica abbastanza chiara: l'indice RMP/PMP, ovvero l’incidenza dei certificati PMI-RMP rispetto al numero dei certificati PMP, cresce dove il Project Risk Management è reso esplicito da fattori esterni all'individuo, come contratti, normative, requisiti di procurement e cultura di governance consolidata. Dove questi fattori mancano, la certificazione PMI-RMP rimane una scelta personale di nicchia, di assoluto valore, ma indipendente dalla dimensione del mercato.

Consigliamo di leggere anche la seconda parte dell’articolo, che affronta il To-be del Project Risk Management e il futuro della certificazione PMI-RMP in Europa.